La Coppa si chiude nel segno di Klaebo

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Il campione norvegese domina anche l’ultima prova del calendario, portando a venti i propri successi stagionali

 

Tutto previsto, tutto come da copione in tante altre occasioni: la Mass Start 20 km in classico di Lahti, ultima prova dell’ultimo appuntamento di Coppa del Mondo, è stata un’altra cavalcata trionfale di Johannes Hoesflot Klaebo, ingordo fino al record dei record. Già sua la Sfera della Generale, già sua la Classifica Sprint, già sua l’infilata di 19 successi stagionali in CdM (su 27 delle 31 gare in calendario di cui ha partecipato)… perché non vincere anche l’ultima prova?

King Klaebo entra nello stadio del ghiaccio in perfetta solitudine, con il gruppo degli avversari (quelli rimasti) anni luce dietro, al punto di permettersi anche di rallentare, prendersi applausi e onori e tagliare il traguardo per inerzia a braccia alzate in 44’13”0, con un vantaggio di 5”4 sul connazionale Paal Golberg e di 6”00 sullo svedese William Poromaa. What else?

Tutta la gara nelle primissime posizioni, sempre nelle prime tre in ogni rilievo, eccezion fatta per il check-point al km 7,5 (quinto, sai che ritardo…) che dava punti al compagno Golberg per la Classifica di Distanza. Iivo Niskanen, beniamino di casa, ha provato con generosità e impeto a dapprima a scrollarselo di dosso e, nel corso dell’ultimo giro, pure ad attaccarlo. Ma KK in salita ha un cambio di ritmo impressionante, saluta tutti e si invola.

«È incredibile eguagliare il record di venti vittorie», ha raccontato Klaebo in premiazione. «Non me lo sarei mai aspettato prima che la stagione iniziasse, tra infortuni e altri problemi. Quindi sono molto soddisfatto e davvero orgoglioso. Di sicuro, è la mia migliore stagione di sempre».

La classifica finale vede Klaebo sul trono con 2715 punti davanti a Golberg (2243) e a Pellegrino, che chiude con 1635 punti una stagione comunque da applausi. Un terzo posto nella Generale che all’Italia mancava da quindici anni e che ci consola (eccome!) della giornata azzurra di oggi, in realtà un po’ grigia (Pellegrino, 22°; Dietmar Noeckler, 27°; Francesco De Fabiani, attardato dalla rottura di un bastoncino, 29°; Simone Da Prà, 32°; Davide Graz, 35°; e Paolo Ventura, 153°).

«Sono molto contento di questa stagione», ha confermato Pellegrino alla FISI. «Quando è uscito il calendario, avevo pensato che avrebbe consentito un buon piazzamento nella Overall perché valorizzava gli atleti completi. Sono partito senza pormi alcun obiettivo particolare, se non quello di affrontare gara per gara aspettando di vedere come si fosse evoluta la situazione. E le cose sono andate bene da subito, perché sono andato forte sin dal Tour de Ski, la vittoria di Davos e i podi di inizio stagione mi hanno fatto tornare nella modalità di caccia al risultato che mi ha spinto ad arrivare fino in fondo, con buoni risultati anche nelle gare a squadre. Ho fatto podio nella prima tappa e ho chiuso salendo sul podio nella tappa finale; a tutto ciò aggiungiamo la medaglia nella Team Sprint dei Mondiali».

Successi che dimostrano un’intera stagione all’attacco, che per Pellegrino si traduce non solo in medaglie e podi ma anche in una più profonda consapevolezza di sé: «Ho capito tante cose di me stesso, sono sempre stato presente e significa essere sul pezzo sia fisicamente che mentalmente, il lavoro svolto negli ultimi due anni ha pagato. Sarà interessante raccontare tutto ciò anche ai più giovani per permettere di crescere a tutto il movimento. Faccio un grande ringraziamento ai tecnici che hanno lavorato sui materiali e sul mio fisico e alla mia famiglia».