IBU RIBADISCE IL PROPRIO NO ALLA RUSSIA NONOSTANTE LE APERTURE DEL CIO

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Il presidente della Federazione Internazionale del Biathlon, Olle Dahlin, ribadisce la linea della fermezza: gli atleti russi e bielorussi resteranno esclusi dalle competizioni internazionali finché non cesserà il conflitto in Ucraina, difendendo l’indipendenza della propria federazione rispetto alle nuove linee guida del Comitato Olimpico Internazionale.

La International Biathlon Union (IBU) non arretra di un millimetro. Nonostante le recenti modifiche alla Carta Olimpica approvate dal CIO – che secondo molti osservatori potrebbero spianare la strada al ritorno degli atleti russi e bielorussi nelle gare internazionali – il numero uno della federazione del biathlon ha confermato che non ci sarà alcuna inversione di marcia. Intervistato dall’emittente pubblica finlandese YLE proprio in questi giorni di fine giugno 2026, Olle Dahlin ha precisato che la mossa del CIO non è stata una sorpresa, definendola un semplice aggiornamento formale di una posizione già nota, secondo cui la partecipazione degli atleti non dovrebbe essere limitata dalle azioni dei loro governi.

Nessun presupposto per cambiare. Per la IBU, tuttavia, la situazione resta congelata a quattro anni fa. Dal febbraio 2022, a seguito dell’invasione dell’Ucraina, Russia e Bielorussia sono state bandite da qualsiasi competizione ufficiale della federazione. Esiste una decisione chiara del Congresso del 2022 e, secondo Dahlin, non è cambiato nulla da allora per giustificare un passo indietro. Il presidente ha inoltre gelato l’ambiente spiegando che, qualora il CIO decidesse di ammettere comunque questi atleti ai Giochi Olimpici contro il parere delle singole federazioni, la IBU valuterà contromisure per difendere la propria autonomia organizzativa e politica.

Un sostegno concreto all’Ucraina. La linea dura della IBU non si limita alle sole dichiarazioni, ma si riflette in gesti dal forte valore simbolico. Di recente, Dahlin si è recato personalmente in Ucraina per consegnare le medaglie d’argento dei Campionati Mondiali del 2011 alla staffetta ucraina, avanzata sul podio dopo la squalifica per doping del russo Yevgeny Ustyugov. Una cerimonia arrivata dopo quindici anni di battaglie legali e che ha assunto un significato emotivo enorme: tre dei biatleti premiati hanno combattuto in prima linea al fronte per difendere il proprio Paese, e uno di loro non ha nemmeno potuto ritirare il premio.

La sola condizione per il rientro. In conclusione, la federazione ha voluto mandare un messaggio limpido sia a Mosca che a Losanna. L’unica e sola condizione sul tavolo per riconsiderare la posizione della IBU è la fine delle ostilità e delle azioni militari russe in Ucraina. Fino a quel momento, i ganci delle carabine e gli sci degli atleti russi rimarranno lontani dal circuito della Coppa del Mondo.

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