Il cuore dello sci di fondo italiano batte forte in Valle d’Aosta per un appuntamento che segna la storia della disciplina. Dal 27 al 29 marzo 2026, le piste di Saint-Barthélemy, nel comune di Nus, ospitano i Campionati Italiani Assoluti e Master, un evento che va oltre l’agonismo per trasformarsi nel tributo collettivo a una leggenda vivente: Federico Pellegrino.
Le nevi di casa, quelle dell’anello del Gran Tor dove tutto è cominciato, sono pronte a riabbracciare il “re della sprint” per l’atto conclusivo della sua straordinaria carriera. Il “Gran Finale 2026” non è solo una rassegna tricolore, ma una celebrazione che coinvolge oltre 1.400 atleti e 50 medagliati olimpici, uniti per salutare Chicco nel weekend più emozionante della stagione.
L’ultimo ballo di un campione. Il programma è serrato e non lascia spazio a distrazioni: si parte venerdì 27 marzo con la 10 km in tecnica libera individuale, valida per i titoli Assoluti e la Coppa Italia Giovani. Sabato 28 marzo l’atmosfera si fa epica con la 50 km in tecnica classica mass start, una prova di resistenza pura che vedrà impegnati i big del fondo e i Master, affiancata dalla prova non competitiva “Eunsemblo à Chicco”, aperta a tutti coloro che vogliono condividere un chilometro di gloria con il campione valdostano.
Un arrivederci in festa tra sport e amicizia. La chiusura ufficiale della kermesse è affidata domenica 29 marzo alla staffetta mista 3×7,5 km, ultimo atto agonistico prima della grande festa collettiva. Oltre ai 27 titoli italiani in palio, l’evento vive di momenti intensi nel ricordo di chi ha dato tanto a questo sport, con i memorial dedicati a Elisa Arlian, Sergio Favre e alla famiglia Trossello. Tra premiazioni, musica e l’abbraccio dei tifosi a Marina di Nus e sulle piste in quota, il weekend di Saint-Barthélemy si conferma come l’unione perfetta tra l’elite del fondo nazionale e il calore di una comunità che saluta il suo figlio più illustre, in un mix di fatica, sorrisi e una punta di inevitabile nostalgia.
Info point
www.sciclubsaintbarthelemy.it


Precisione scientifica al polso. Il cuore pulsante di questo smartwatch è rappresentato dagli algoritmi avanzati per il monitoraggio della performance. La rilevazione non invasiva della soglia del lattato e la stima della potenza di corsa permettono agli atleti di calibrare l’intensità degli allenamenti con una precisione chirurgica. La Modalità Maratona accompagna l’utente in ogni fase della gara, fornendo feedback dinamici sul ritmo e suggerimenti strategici in tempo reale per gestire al meglio le energie fino al traguardo.
L’ecosistema dei servizi. Una delle novità più attese è l’integrazione di Curve Pay, che consente di effettuare pagamenti contactless direttamente dall’orologio, permettendo ai runner di uscire di casa senza smartphone o portafoglio. Inoltre, la promozione di lancio include vantaggi consistenti: fino al 30 aprile, è possibile acquistare il dispositivo con uno sconto di 30 euro e ricevere cinturini aggiuntivi in omaggio, oltre a un pacchetto di servizi digitali premium (come Huawei Health+ e Komoot) dal valore complessivo di 116,00 euro.
I protagonisti delle strette. Nelle sfide individuali, la categoria Baby ha visto il dominio dello Sci Nordico Marmolada grazie alle prestazioni di Isabel Costa e Nathan Cervo, entrambi primi nelle rispettive graduatorie. Tra i Cuccioli, invece, la velocità è stata l’arma vincente di Alessia Pocchiesa Marian (Unione sportiva Valpadola) e di Christian Canteri (Sci club Bosco), capaci di interpretare al meglio i binari della pista falcadina nonostante le condizioni nivali non ottimali. Un successo, quello del fondo, reso possibile dalla determinazione dello Sci club Montebelluna nell’allestire il campo di gara.
Meteo inclemente per l’alpino. Se il fondo ha completato il programma, lo sci alpino ha dovuto fare i conti con la neve abbondante caduta nelle ore precedenti le finali di domenica. Dopo le prime due giornate dedicate a skicross, slalom e finaline del gigante, gli organizzatori dell’Uoei Treviso e dello Sci club Treviso, in accordo con la Fisi Veneto, hanno optato per l’annullamento delle ultime prove a tutela della sicurezza degli atleti. Il presidente regionale Roberto Visentin ha già confermato la volontà di recuperare le gare di gigante appena possibile, ringraziando i volontari per lo sforzo profuso in un weekend complesso ma comunque celebrativo per lo sport giovanile.
Il riscatto nella gimkana. La prima giornata di gare nel Primiero ha celebrato il successo di Nicolò Piller Cottrer e Anna Profanter. Per il giovane sappadino dell’Asd Camosci (figlio dell’olimpionico Pietro) e per l’altoatesina del Seiser Alm si è trattato di una vera e propria rivincita dopo i podi sfiorati dodici mesi fa. Nonostante non avessero siglato il miglior tempo in qualifica, entrambi hanno mostrato una gestione tattica impeccabile nella finale sprint su un percorso di 1100 metri ricco di insidie tecniche, dai salti alle paraboliche. Hanno dovuto cedere il passo solo nel finale i trentini Davide Trettel e Sofia Orsi, che dopo aver dominato il prologo si sono messi al collo la medaglia d’argento. Il podio è stato completato dai bronzi di Christian Confortola (Alta Valtellina) e Vanessa Piccolo (Edelweiss).
L’acuto nell’individuale. Il copione è cambiato nella seconda giornata dedicata alla tecnica classica. Sull’anello di Passo Cereda, Sofia Orsi ha trasformato l’argento del giorno precedente in un oro di prestigio: la portacolori dell’Us Carisolo, al primo anno di categoria, ha dominato i 4 km chiudendo in 13’23”. Alle sue spalle, la sorpresa veronese Anna Massella ha conquistato l’argento precedendo la bergamasca Elisa Bonacorsi. Tra i maschi, sulla distanza di 5 km, è salito in cattedra Filippo Pedranzini dello Sci club Alta Valtellina. Con una prova di forza, Pedranzini ha inflitto distacchi netti agli avversari, lasciando a 21 secondi Davide Trettel (al secondo argento consecutivo) e a 32 secondi l’atleta di casa Stefano Ganz (Us Primiero), autore di una rimonta entusiasmante.
Il trionfo dei comitati. Oltre ai successi individuali, la rassegna tricolore ha evidenziato la compattezza dei movimenti regionali. Nella speciale classifica per Comitati, le Alpi Centrali hanno dettato legge con 1947 punti, staccando il Trentino (1370) e il Veneto (1180). La macchina organizzativa guidata da Claudio Zanetel, supportata dalle istituzioni locali e dall’Apt San Martino di Castrozza, ha ricevuto il plauso dei 12 Comitati Fisi presenti, confermando Passo Cereda come tempio d’eccellenza per lo sci di fondo giovanile.

Dott.ssa Elena Uberti, Psicologa dello Sport e Psicoterapeuta
Hedegart: una rimonta da manuale. Il grande favorito della vigilia, il norvegese Einar Hedegart, ha onorato i suoi due ori olimpici di Milano Cortina 2026 con una prestazione eroica. Dopo aver imposto un ritmo forsennato sin dal via per evitare tatticismi, Hedegart è incappato in una caduta nella discesa dello Stazerwald, rompendo un bastoncino. “È stata una montagna russa. Ho dovuto cambiare tre bastoncini prima di ritrovare i miei”, ha dichiarato esausto ma felice al traguardo. Nonostante il contrattempo, il norvegese è riuscito a ricucire il distacco e a imporsi in una volata ristretta sul davosiano Jason Rüesch e sulla sorpresa francese Sabin Coupat.
L’impresa della junior Anna Endress. La gara femminile ha vissuto un duello generazionale indimenticabile. La giovanissima tedesca Anna Endress (18 anni) ha sorpreso tutti, presentandosi a Pontresina con trenta secondi di vantaggio sulla beniamina locale Giuliana Werro. Quando il gruppo di testa maschile ha aumentato l’andatura, la Werro è riuscita a riagganciare la Endress, dando vita a un testa a testa durato fino alla linea di S-chanf. Al fotofinish, la junior tedesca ha preceduto la Werro di soli sei decimi di secondo, con la francese Clémence Didierlaurent a completare il podio con oltre un minuto di distacco.
Storie di dedizione: l’odissea di Sindre Bjørnestad Skar. Tra le tante storie di giornata, spicca quella del norvegese Sindre Bjørnestad Skar. Sabato pomeriggio era impegnato nella sprint di Coppa del Mondo a Lahti, in Finlandia; dopo un viaggio notturno durato ore, è atterrato in Engadina alle tre del mattino. Nonostante la quasi totale mancanza di sonno, Skar è rimasto nel gruppo di testa per quasi tutta la gara, chiudendo con un incredibile sesto posto.
Tecnica e strumenti per ogni condizione. Il manuale, frutto dell’esperienza decennale degli istruttori del CAI, offre una panoramica dettagliata su tutto ciò che serve per muoversi correttamente tra neve e ghiaccio. Non si tratta solo di una guida alle attrezzature — con focus specifici su ciaspole, ramponi e piccozza — ma di un vero e proprio percorso formativo. Il volume approfondisce le tecniche di progressione e le manovre di corda, integrando la pratica sportiva con la teoria necessaria per gestire le complessità dell’ambiente alpino invernale, dove il confine tra sfida e rischio è spesso sottile.
Sicurezza e cultura del rischio. Un pilastro fondamentale dell’opera è la prevenzione. Ampie sezioni del libro sono dedicate alla nivologia, alla morfologia del terreno e all’analisi del rischio valanghe. Capire come leggere un bollettino nivo-meteorologico e interpretare i segni del manto nevoso sono competenze vitali che il manuale trasmette con rigore tecnico e chiarezza espositiva. Grazie alla collaborazione con le Scuole Centrali di Alpinismo e Scialpinismo, il testo diventa uno strumento didattico ufficiale per i corsi di formazione, ma resta accessibile a ogni escursionista che voglia elevare il proprio livello di consapevolezza.