Dopo il grande successo dei Giochi Olimpici, i riflettori si spostano sugli atleti paralimpici pronti a sfidarsi sulle nevi e sui ghiacci italiani. Un evento che promette di emozionare il mondo intero, celebrando la determinazione di campioni che hanno saputo trasformare ogni ostacolo in una linea di partenza verso la gloria.
L’atmosfera magica dei Giochi non si spegne, ma si rinnova. Con la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, l’Italia torna al centro della scena sportiva internazionale per accogliere gli atleti che incarnano i valori di resilienza, eccellenza e inclusione. Dalle piste perfettamente preparate della Val di Fiemme per lo sci di fondo e il biathlon, fino alle pendenze tecniche di Cortina e ai palazzetti di Milano, il territorio è pronto a farsi testimone di imprese umane e sportive destinate a restare nella storia. Non è solo una competizione, ma una narrazione corale di sogni che non conoscono barriere.
Protagonisti da seguire. Gli occhi del pubblico e degli addetti ai lavori sono puntati su una generazione di campioni straordinari. Nello sci alpino e nel fondo, l’Italia schiera una squadra determinata a confermare la propria crescita costante, con veterani e giovani promesse pronti a dare battaglia alle potenze straniere. Oltre ai risultati cronometrici, l’attenzione sarà rivolta alle storie personali di chi ha saputo reinventarsi attraverso lo sport. Atleti che vedono nella neve non solo un campo di gara, ma uno spazio di libertà assoluta dove la tecnica e l’innovazione tecnologica degli ausili giocano un ruolo fondamentale per il raggiungimento della massima prestazione.
I luoghi del mito paralimpico. La geografia di questi Giochi è stata disegnata per esaltare le caratteristiche uniche del paesaggio alpino e urbano italiano. Milano sarà il cuore pulsante delle discipline su ghiaccio, mentre la Val di Fiemme si confermerà il tempio delle discipline nordiche, dove la fatica degli atleti incontrerà la purezza della natura. Cortina d’Ampezzo, con la sua maestosa Regina delle Dolomiti, farà da cornice alle prove di sci alpino e snowboard. Ogni sede è stata progettata per garantire la massima accessibilità, lasciando un’eredità duratura che renderà queste vette e queste città sempre più aperte a tutti gli appassionati di sport.
Un’eredità oltre la medaglia. Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 rappresentano un’opportunità senza precedenti per promuovere un cambiamento culturale profondo. Attraverso la visibilità mediatica globale, l’evento mira a sensibilizzare il pubblico sulle infinite possibilità dello sport paralimpico, abbattendo pregiudizi e ispirando le future generazioni. Il messaggio è chiaro: l’eccellenza non è un concetto limitato, ma una meta raggiungibile attraverso la perseveranza e il supporto di un’intera comunità. Quando la fiamma paralimpica si accenderà, non celebrerà solo dei campioni, ma la forza indomabile dello spirito umano.
Info point Sito ufficiale: www.milanocortina2026.org




Impresa storica nella combinata nordica. Le emozioni non sono finite con il fondo. Nella Team Sprint femminile di combinata nordica, Giada Delugan e Ludovica Del Bianco hanno scritto una pagina di storia. Quinte dopo il segmento di salto sul trampolino Hs98, le azzurre hanno messo in pista una frazione sugli sci stretti carica di grinta e intelligenza tattica. Superando Francia e Austria, il duo italiano è risalito fino alla terza posizione, conquistando una medaglia di bronzo che rappresenta il primo podio azzurro in una prova a squadre femminile ai Mondiali Juniores. La gara è stata vinta dalla Slovenia davanti al Giappone, ma il distacco contenuto delle italiane conferma il valore della nostra scuola.

Le radici nel passato per guardare al domani. Il nome scelto non è affatto casuale: tra gli anni ’80 e ’90, il programma ÉQUIPE di Salomon ha segnato un’epoca d’oro degli sport invernali. Oggi quel nome torna attuale, trasformandosi in una piattaforma moderna che abbraccia tutte le anime della neve. Per Guillaume Meyzenq, CEO di Salomon, il termine francese “équipe” racchiude l’essenza stessa del brand: un sistema di supporto che sta dietro ogni discesa o ogni spinta sugli sci da fondo. L’obiettivo è creare una partnership autentica con gli atleti, celebrando non solo la medaglia finale, ma il percorso di crescita comune che coinvolge esperti di prodotto e comunità locali.
Un’innovazione guidata dalla diversità. La forza di questa nuova iniziativa risiede nella capacità di far dialogare mondi diversi. Gli input che arrivano dallo sci nordico influenzano lo sviluppo dell’alpino e dello snowboard, creando un circolo virtuoso di competenze. In questo scenario, la performance viene ripensata: l’atleta moderno non è più solo colui che realizza il tempo migliore, ma chi è capace di ispirare, evolversi e far crescere il movimento che lo circonda. Salomon si impegna così a sostenere i propri talenti non solo durante il picco della carriera, ma lungo tutto il loro percorso umano e professionale.
Dalla Coppa del Mondo al lifestyle alpino. Nello spirito di Annecy, dove ingegneri e atleti collaborano quotidianamente, ÉQUIPE diventa lo spazio in cui l’individualità viene esaltata all’interno di un sistema protetto e stimolante. È un invito rivolto a tutti gli appassionati a vivere la montagna con una nuova consapevolezza, dove la passione condivisa diventa il vero motore del progresso. Con una collezione che promette di alzare l’asticella tecnologica (attenzione particolare è stata data alla precisione dei ganci negli scarponi e alla reattività strutturale), Salomon conferma la sua missione: permettere a ogni sciatore di far emergere la propria versione migliore attraverso la forza del gruppo.
Un’esperienza accessibile a tutti. La forza dello sci di fondo risiede nella sua estrema democraticità: è un’attività economica, completa dal punto di vista fisico e approcciabile anche da chi non ha mai calzato gli sci. La Val di Sole ha saputo interpretare questa esigenza creando servizi su misura tra Vermiglio, Cogolo e Rabbi, dove i noleggi moderni e i maestri specializzati guidano i neofiti alla scoperta del passo alternato o del pattinato. La varietà dei tracciati permette a chiunque di trovare la propria dimensione, alternando brevi anelli pianeggianti a lunghe escursioni che possono superare i 20 km di sviluppo continuo.
La novità della wow experience. Per rendere ancora più accattivante l’approccio a questo sport, l’ApT Val di Sole ha lanciato con successo “Due ore fino in fondo”. Si tratta di un pacchetto esperienziale che, al costo contenuto di 35 euro, offre due ore di lezione con un maestro, il noleggio completo dell’attrezzatura e un momento conviviale finale con merenda tipica e bevanda calda. Un modo per trasformare la fatica sportiva in un momento di socialità e scoperta del gusto, con appuntamenti fissi il lunedì a Vermiglio, il martedì a Cogolo e il sabato a Rabbi, permettendo di esplorare ogni angolo del comprensorio.



L’eccezionalità di un fuoriclasse moderno. La grandezza di Klæbo non risiede solo nei numeri, pur impressionanti, ma nel modo in cui riesce a rendere ineluttabile ogni sua vittoria. Vedere Johannes scivolare sulla neve di Tesero ha dato a tutti l’impressione di un atleta che disputa una gara diversa dagli altri, dominando con un’estetica e un’economia di movimenti che lo accostano a giganti come Usain Bolt o Michael Phelps. Eppure, il suo non è stato il percorso di un predestinato: a 14 anni era “uno tra tanti”, diciottesimo nei test di velocità. La sua evoluzione è il frutto di una dedizione quasi ascetica, passata per lunghi ritiri nello Utah per sfuggire alla fama norvegese e per il supporto fondamentale del nonno Kare Hosflot, mentore e amico che gli regalò i primi sci (usati) quando aveva solo due anni.
Il segreto del “klæbo-kliv”. Ciò che rende imbattibile il fenomeno di Oslo, cresciuto tra le nevi di Trondheim, è la sua capacità di “mettere il turbo” nei momenti decisivi grazie a una tecnica di corsa in salita che porta il suo nome. Il celebre “Klæbo-kliv” gli permette di risalire pendenze in doppia cifra a velocità prossime ai venti chilometri orari, un ritmo insostenibile per chiunque altro. Questa padronanza tecnica, unita a una crescita muscolare esponenziale e a una gestione maniacale dell’allenamento, lo ha portato a vincere tutto: dalle sprint alle massacranti 50 km, sia in tecnica classica che libera. Una superiorità che in patria incolla allo schermo oltre il 90% dei telespettatori, rendendolo un’icona pop capace di gestire canali YouTube di successo e persino un film sulla sua vita.
Il peso dell’oro e la voglia di casa. Nonostante il luccichio delle medaglie mostrate con orgoglio, il fuoriclasse non ha nascosto il desiderio di staccare la spina dopo oltre quaranta giorni lontano dagli affetti. Klaebo ha ammesso di sentire il bisogno di recuperare le energie, confessando che la sua priorità attuale non sono i festeggiamenti, ma il ritorno a una quotidianità fatta di cucina casalinga e del proprio letto. Un equilibrio mentale ritrovato anche grazie alla presenza in squadra di Emil Iversen, definito scherzosamente da Johannes come “il clown” del gruppo, fondamentale per alleggerire la pressione di un anno che lo ha visto trionfare prima ai Mondiali di casa nel 2025 e ora nell’Olimpiade italiana.