L’Italia d’argento spaventa Klaebo

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De Fabiani e Pellegrino fanno tremare la Norvegia, che riesce comunque a conquistare l’oro nella Team Sprint. Terza la Francia

 

 

Federico Pellegrino e Francesco De Fabiani regalano la prima medaglia mondiale all’Italia. I due azzurri hanno chiuso al secondo posto la Team Sprint a tecnica libera in programma oggi alla rassegna iridata di Planica. La gara è stata vinta, manco a dirlo, dalla Norvegia, con la coppia Paal Golberg/Johannes Klaebo. Al terzo posto si è piazzata la Francia, in gara con Jay Renaud e Richard Jouve.

La Norvegia fa corsa davanti da subito e già al secondo giro allunga Klaebo, che sembra non risentire dello sforzo di due giorni fa nella gara Skiathlon. Un allungo che fa male in fondo al gruppo, mentre alle spalle di KK resistono Francia (Jouve), Italia (Pellegrino), Stati Uniti (Ogden) e Repubblica Ceca (Novak). Secondo cambio: Golberg spinge, la Francia (Jay) resiste, De Fabiani – immenso – non molla un metro, si aggancia la Svezia mentre per Stati Uniti e Ceca cala la notte.

Situazione invariata nelle due tornate successive, con i due alfieri azzurri sempre in terza posizione a controllare. Ultima frazione: Klaebo scappa via e già ai 1400 dall’arrivo si è capito di chi sarà l’oro. L’attenzione allora si sposta sul secondo gradino del podio, una posizione che si giocano la Francia, con Jouve, e l’Italia con un Pellegrino dei giorni migliori. E mentre il Re norvegese fa l’ennesima corsa a sé, dietro Pellegrino gioca al gatto col topo, non dando un cambio a Jouve e sfruttandone la scia, per poi schiantarlo sulla salita: lo salta deciso e per il francese, con l’indicatore in riserva, non c’è neanche la possibilità di agganciarsi alle code del valdostano.

Chicco vola verso l’argento. E che volo: va addirittura a chiudere su Klaebo e lo affianca, con il norvegese che sicuramente, per un momento, avrà pensato all’epilogo di Davos. Ma KK è avvantaggiato dall’interno della curva, contiene il tentativo di Chicco e va a chiudere in 17’28”44. L’Italia, seconda, accusa un ritardo su sei frazioni di soli 2”48. Terza la Francia a 16”48, anni luce più indietro.

Giusto per la cronaca, la Flower Ceremony si completa con il Canada (Antoine Cyr e Graham Ritchie) in quarta posizione, a 22”95; poi la Svezia (Calle Halfvarsson e Edvin Anger) e la Gran Bretagna (James Clugnet e Andrew Young), rispettivamente staccate di 29”58 e di 32”52.

«La giornata è stata stupenda, ognuno ha fatto del suo meglio», ha raccontato De Fabiani alla FISI. «Sono molto contento, perché una medaglia è qualcosa di diverso dalla Coppa del Mondo, ci sono pressioni diverse. Sono molto contento di come ho gestito le energie, anche perché la gara è stata tirata fin dall’inizio. Non mi sono neppure reso conto che ci siamo staccati così facilmente rispetto alle squadre alle spalle. Sapevamo che questo era un giorno su cui puntare e ci siamo riusciti. Un conto è puntare su una gara, un altro è riuscirci».

«In questo format di gara siamo nazione da battere per molte squadre, come strategia di gara riusciamo ad ottimizzare le energie», ha aggiunto Pellegrino. «Anche oggi ce l’abbiamo fatta e abbiamo provato anche impensierire la Norvegia, che sembra imbattibile. Su quella salita mi sono sentito come ai Mondiali di Seefeld, quando Klaebo doveva vincere la sua prima medaglia. È importante riuscire a esserci e mettere in pista tutto quello che si ha nel momento giusto e oggi era un’occasione da non perdere. Voglio ringraziare Francesco perché mi ha dato il cambio lì dove doveva. I materiali sono stati fantastici, le condizioni della neve sono cambiate. Le gambe giravano veramente bene, il lavoro fatto sta pagando. In questo Mondiale c’è ancora la staffetta e qualche gara per dimostrare il nostro valore».

Nella gara femminile la vittoria è andata alla Svezia, che ha chiuso con il tempo di 19’40″73, ben 2”42 meglio della Norvegia e 5”33 prima degli Stati Uniti. Decima posizione per l’Italia, con Federica Sanfilippo e Nicole Monsornoa 1’15”93 dalle vincitrici.

Il calendario iridato del fondo prosegue con la 10 km individuale donne il 28 febbraio e la 15 uomini, il giorno dopo, 1 marzo. A seguire, le staffette in classico e pattinato 4×5 donne (2 marzo) e 4×10 uomini (3 marzo), prima della Mass Start 30 km femminile (4 marzo) e 50 km maschile (5 marzo), gara che chiude la rassegna di Planica.