A Golberg la 50 km, ma l’Italia è protagonista

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(Foto dal profilo FB Planica Nordic).

Bella gara di Federico Pellegrino (10°) e di Francesco De Fabiani (11°, ma battuto solo dalla sfortuna), nella prova che chiude i Mondiali

 

Cala il sipario sui Mondiali di Planica con la Mass Start 50 km in tecnica classica, gara finale che chiude la rassegna iridata. L’ultimo oro a disposizione va al collo del norvegese Paal Golberg, che percorre i 50 km in 2h01’30”.2, e si aggiudica il titolo iridato davanti al connazionale Johannes Klaebo, secondo a 1”, e allo svedese William Poromaa, medaglia di bronzo a 1”2.

Una gara in crescendo, come generalmente accade in questo format, con i primi giri condotti in gruppo e le ultime tornate a eliminazione. I norvegesi recitano la parte dei protagonisti, come da copione. E già nel secondo giro allungano il gruppone, con un’andatura di controllo in cui si trova bene anche un pimpante Federico Pellegrino, sempre guardingo nelle prime posizioni.

Durante il terzo giro si fa vedere anche Francesco De Fabiani, che si accasa nelle prime posizioni e inizia una prova di assoluto spessore. Il finlandese Iivo Niskanen alza il ritmo, la testa del gruppo si allunga, la coda si sfilaccia. Ne fanno le spese i nostri Dietmar Noeckler, che perde qualcosina, e Giandomenico Salvadori, già prima al gancio, che perde qualcosina in più.

Nella tornata successiva termina la “gita”: intorno a metà gara si inizia a fare sul serio con i Diavoli Rossi che cominciano a menare. Golberg e Martin Nyenget (inserito all’ultimo in sostituzione del raffreddato Sjur Roethe) spingono forte e allungano ulteriormente la fila. Per chi è dietro, è l’inizio della fine. Davanti restano in tredici, tra cui Pellegrino e De Fabiani, che stanno interpretando la gara con sagacia tattica e assoluta padronanza, sempre sulle code dei Rossi Golberg, Nyenget e Didrik Toenseth, che continuano a spingere. Naviga più indietro Noeckler, che accusa un ritardo di un minuto dopo il cambio degli sci.

Finlandia protagonista, nel bene e nel male, nel quinto giro, quello in cui si inizia a fare i conti con le energie rimaste. Da una parte, si ferma Perttu Hyvarinen (che peraltro stava già andando a spasso), dall’altra Niskanen dà una nuova sgasata di quelle che fanno male. Pellegrino perde qualche metro, pur restando (in coda) nel gruppo di testa con la forza di volontà, prima che con quella delle gambe: perde contatto, ma rientra. Tutti al cambio degli sci, con De Fabiani che fa un pitstop da F1 ed esce velocissimo.

La Norvegia è sempre più padrona della gara: Klaebo, Golberg, Nyenget e Toenseth si alternano al comando in modalità turbo, restano in dieci e lo stesso Pellegrino paga dazio. «Nel sesto giro ho cominciato ad accusare i crampi, ho dovuto forzatamente controllare il ritmo», spiegherà all’arrivo.

Nell’ultima tornata, il patatrac: giusto il tempo di sorridere per un’ammonizione (ininfluente) per violazione della tecnica a Mister Tecnica Classica Niskanen, che Francesco De Fabiani rompe un bastone nel peggior momento possibile. Un incidente che gli invalida una gara fino a quel momento perfetta, dove avrebbe potuto… «Ho avuto il problema del bastone proprio nel momento peggiore, quando il ritmo si alzava», ha spiegato De Fabiani nel dopogara. «Sono contento della mia prova, avevo buone sensazioni. Senza quell’incidente avrei potuto finire fra i migliori cinque».

Davanti, intanto, Niskanen tenta di evitare lo sprint con gli ultimi chilometri sempre davanti, ma sul controrettilineo Golberg attacca, Klaebo è lesto a rispondere e i due vanno a giocarsi il titolo in una volata fratricida, con i soli svedesi Poromaa e Calle Halvarsson in grado di rispondere per la terza piazza.

Pellegrino, superato il momento di sbandamento chiude al decimo posto (+1’46”.2), superando sulla fettuccia il generoso e sfortunato De Fabiani, undicesimo a 1’46”6. Dietmar Noeckler ha chiuso in 20ª posizione, più staccato Giandomenico Salvadori, 37°.

«L’obiettivo era vivere una grande esperienza e ho ricevuto buone risposte», ha concluso Pellegrino, analizzando la sua prova e il suo Mondiale. «Si chiude un Mondiale positivo con la bella medaglia nella Team Sprint. La Staffetta purtroppo è stata sfortunata e pure oggi De Fabiani è stato penalizzato dalla rottura del bastone proprio nel momento cruciale della gara».