OLIMPIADI AL FIELE: IL GIALLO DELLE REGOLE INFRANTE TRA NORVEGIA E USA

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Mentre i riflettori di Milano Cortina 2026 dovrebbero brillare solo per le imprese atletiche, un’ombra si allunga sulle piste della Val di Fiemme: accuse di sciolinature proibite e comunicazioni fallaci della FIS scuotono il dietro le quinte dello sci di fondo, lasciando l’amaro in bocca alle nazioni escluse dal podio.

Il confine tra astuzia tattica e violazione del regolamento non è mai stato così sottile come in questi Giochi Olimpici. Secondo quanto riportato dalla testata specializzata XC-SKI.de, il polverone è sollevato dalle pesanti accuse mosse da Markus Cramer e Peter Schlickenrieder durante le competizioni sprint di lunedì 16 febbraio 2026. Al centro del mirino ci sono Norvegia e Stati Uniti, rei di aver utilizzato strumenti non consentiti nell’area tecnica, proprio mentre Johannes Høsflot Klæbo e i suoi colleghi americani Ben Ogden e Oskar Opstad Vike monopolizzavano le medaglie maschili.

Il caso della sciolinatrice fantasma. Il nodo della questione risiede nell’area di prova del fluoro, una zona “blindata” dove gli sci devono rimanere tra una batteria e l’altra per i controlli di rito. In quest’area è permesso ritoccare la tenuta, ma è rigorosamente vietato l’uso di apparecchi elettrici o sostanze liquide per non compromettere i test. Eppure, il CT azzurro Cramer ha denunciato alla ZDF l’uso di una sciolinatrice elettrica da parte dei norvegesi e la presenza di sciolina liquida sul banco degli statunitensi. Se per i primi la FIS, attraverso Michal Lamplot, avrebbe concesso un via libera verbale senza però informare le altre squadre, per i secondi la giustificazione è apparsa quasi grottesca: il liquido sarebbe servito solo a “lavarsi le mani”.

Vantaggi tecnici e ganci normativi. L’utilizzo di una macchina termica per applicare il klister garantisce un vantaggio temporale enorme, permettendo di avere uno sci praticamente nuovo per ogni manche, un lusso che agli altri team è stato negato dalla mancanza di comunicazione ufficiale. Nonostante la rabbia dei direttori tecnici e il reclamo ufficiale presentato dalla Finlandia, il risultato non cambierà. La FIS ha infatti respinto ogni istanza per un vizio di forma: la protesta è arrivata oltre il limite delle 48 ore. Bruno Sassi, portavoce della Federazione Internazionale, ha ammesso l’errore di comunicazione ma ha blindato il podio, definendo il reclamo “inammissibile”.

Pettorali revocati e test illegali. Se la vicenda delle sciolinature si chiude con un nulla di fatto, la Norvegia non è comunque uscita indenne dal weekend. Una sanzione è arrivata per un’altra infrazione: il collaudo illegale degli sci su piste già chiuse al pubblico e agli atleti. Dopo le segnalazioni di Iivo Niskanen, che ha colto sul fatto i tecnici scandinavi, la FIS ha deciso di revocare i pettorali “TEAM” ai norvegesi fino alla sprint a squadre di mercoledì. Una punizione che ridurrà il numero di testatori sul percorso, un segnale di rigore che però non placa le polemiche su una gestione dei regolamenti apparsa, in questa edizione olimpica, decisamente zoppicante.