LA TUTA D’ORO DI LISA VITTOZZI CUSTODITA AL MUSEO OLIMPICO DI LOSANNA

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Il “completo” dell’oro nell’inseguimento a Milano Cortina 2026 trova la sua dimora definitiva in Svizzera, per raccontare un’impresa che ha riscritto i confini dello sci italiano e mondiale.

Il 26 febbraio 2026 resterà una data scolpita nella memoria sportiva internazionale. La tuta da gara indossata da Lisa Vittozzi, trionfatrice nell’inseguimento femminile di biathlon a Milano Cortina 2026, è entrata ufficialmente a far parte delle prestigiose collezioni del Museo Olimpico di Losanna. Un pezzo unico che porta con sé il sudore e la gloria della prima medaglia d’oro olimpica italiana nella storia di questa disciplina, consegnato personalmente dall’atleta azzurra, che ha illuminato i Giochi anche come portabandiera durante la cerimonia di chiusura a Verona insieme a Davide Ghiotto.

Un cimelio da Anterselva. Al termine delle infuocate competizioni ad Anterselva, cuore pulsante del biathlon per questa edizione olimpica, la Vittozzi ha apposto la propria firma sulla tuta, donandola ai responsabili del Museo. L’indumento tecnico non viaggerà solo: insieme a esso ci saranno i bastoncini autografati da Federico Pellegrino, bronzo nello sprint a squadre di sci di fondo conquistato con Elia Barp. Questi oggetti diventeranno parte integrante di un patrimonio culturale che celebra l’eccellenza e il sacrificio necessario per raggiungere la vetta a cinque cerchi.

Accanto alle leggende di sempre. L’arrivo a Losanna proietta Lisa e Federico nel pantheon dei miti. La tuta dell’azzurra troverà spazio tra i 3.000 metri quadrati di esposizione, condividendo la scena con le scarpe di Pietro Mennea a Mosca 1980, il casco di Lindsey Vonn e il pallone del Dream Team di Barcellona 1992. Come sottolineato dalla direttrice Angelita Teo, questi 90.000 oggetti unici non sono semplici attrezzi, ma storie viventi che permetteranno ai visitatori di rivivere i brividi di Milano Cortina 2026 e di ispirare le nuove generazioni di fondisti e biatleti.

Orgoglio per l’Italia. Per i due campioni, far parte di questa collezione permanente è un onore immenso. Entrare di diritto in un luogo che custodisce le pagine più belle dello sport mondiale è la testimonianza definitiva del loro contributo ai successi della spedizione azzurra. Il Museo, situato in Svizzera e aperto dal martedì alla domenica, si conferma così una tappa obbligata per chiunque voglia toccare con mano l’eredità lasciata dai protagonisti di questa Olimpiade invernale.

Tutte le informazioni sul Museo Olimpico sono disponibili su: www.olympics.com/museum