IL SILENZIO D’ORO DI JULIA SIMON: TRIONFO E VELENI AD ANTERSELVA

0
210

Il biathlon francese scrive una pagina destinata a far discutere per anni: tra verdetti giudiziari e traguardi olimpici, la Regina delle nevi Julia Simon conquista il gradino più alto del podio nella 15 km, lasciando dietro di sé una scia di polemiche e il sapore amaro della sconfitta per la rivale Justine Braisaz-Bouchet.

Il poligono di Anterselva non mente mai, ma stavolta il verdetto sportivo si intreccia in modo inestricabile con le cronache giudiziarie d’Oltralpe. Mercoledì 11 febbraio 2026, Julia Simon si è laureata campionessa olimpica nell’individuale femminile, coprendo i 15 km con una precisione chirurgica che contrasta nettamente con il caos che ha travolto la sua vita privata e il team francese negli ultimi mesi. La ventinovenne, che solo lo scorso ottobre ha affrontato una condanna a tre mesi (con sospensione della pena) e una sanzione di 15.000 euro per frode, ha tagliato il traguardo portando l’indice alle labbra, un gesto di zittimento rivolto a un destinatario rimasto misterioso.

Justina Braisaz Bouchet

Una vittoria nel segno del paradosso. La gara  ha messo in scena un contrasto brutale tra le due protagoniste della vicenda che ha scosso la federazione francese. Mentre la Simon festeggiava l’oro e la compagna Lou Jeanmonnot l’argento, Justine Braisaz-Bouchet — la vittima del furto delle credenziali della carta di credito per acquisti superiori ai 2.000 euro — è sprofondata in un ottantesimo posto che sa di resa psicologica. Nonostante la Simon avesse inizialmente negato ogni addebito parlando di furto d’identità, l’ammissione finale davanti al tribunale di Albertville non le ha impedito di presentarsi al cancelletto di partenza dei Giochi, grazie a una squalifica federale scontata solo in minima parte.

Le ombre dietro i centri al poligono. Il successo della Simon arriva dopo anni di tensioni interne, dove la convivenza tra sci e scioline e i fascicoli legali è diventata insostenibile. La biatleta ha descritto i suoi atti, commessi tra il 2021 e il 2022 anche ai danni del fisioterapista della squadra, come un “blackout” incomprensibile, ma la freddezza mostrata sulla neve altoatesina racconta di una capacità di astrazione fuori dal comune. Nonostante il clima pesante e le minacce ricevute da altri membri del team in passato, la Francia continua a dominare il medagliere del biathlon, anche se il prezzo umano di questa egemonia appare altissimo.

Julia Simon

Il futuro di uno sport in cerca di etica. Mentre la Simon si gode il suo “sogno” olimpico rifiutandosi di commentare la condanna, il mondo del biathlon riflette sulla necessità di nuovi standard etici. La gestione del caso Simon solleva interrogativi sulla reale severità delle sanzioni sportive a fronte di reati penali accertati. Per ora, resta l’immagine di un podio d’oro che brilla, ma che non riesce a nascondere le profonde crepe di una squadra divisa dal sospetto e dal risentimento.