VAL DI FIEMME, VENT’ANNI DI TOUR DE SKI: IL FUTURO È GIÀ SCRITTO

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Pietro De Godenz traccia il bilancio di un’edizione storica che celebra il ventennale della “Final Climb”: tra la gestione dei cantieri olimpici e le sfide climatiche, la macchina fiemmese si conferma l’unica capace di trasformare folli idee in leggenda sportiva.

Una sfida vinta contro il tempo e il clima. A riflettori spenti sulla pista Olimpia III, la Val di Fiemme respira la soddisfazione di chi ha superato un esame durissimo. Il presidente del comitato Nordic Ski, Pietro De Godenz, non nasconde le difficoltà incontrate per mettere in scena il gran finale del Tour de Ski in questa stagione così particolare. Gestire l’evento nel cuore di un distretto che è un cantiere a cielo aperto per le opere temporanee di Milano Cortina 2026 ha richiesto una coordinazione millimetrica. Fondamentale è stata la sinergia con il CIO e la FIS, che hanno concesso la straordinaria autorizzazione a gareggiare sulle piste olimpiche a poche settimane dal via dei Giochi, premiando una professionalità che non ha eguali nel circuito internazionale.

L’esercito dei volontari e il miracolo neve. Il successo mediatico e sportivo dell’evento porta la firma indelebile dei volontari e dei tecnici delle piste. Nonostante un dicembre avaro di precipitazioni e temperature che hanno reso complessa la produzione di neve, la squadra fiemmese, supportata dalla Società Impianti Cermis e dai professionisti del Centro del Fondo, è riuscita a consegnare binari perfetti e un’ascesa al Cermis impeccabile. La forza del comitato risiede proprio nei suoi capiservizio e in uno staff rodato, capace di gestire le emergenze con una naturalezza figlia di decenni di esperienza. Un lavoro di squadra che coinvolge la Magnifica Comunità, le amministrazioni locali e i gruppi militari, trasformando la Val di Fiemme in una corazzata organizzativa.

Un’idea “matta” nata in una sauna. I festeggiamenti per il ventennale hanno vissuto il momento più emozionante con il racconto di Jürg Capol, l’inventore del Tour insieme a Vegard Ulvang. Capol ha ricordato con ironia come il format della gara più celebre del fondo sia nato durante un brindisi creativo in una sauna norvegese. Se l’idea originale poteva sembrare folle, la Val di Fiemme lo è stata ancora di più accettando immediatamente la sfida di portare gli sciatori a scalare una pista da discesa alpina. Quel coraggio ha creato un’icona sportiva che oggi è il pilastro della disciplina, legando indissolubilmente il nome della valle alla “Final Climb”.

Oltre il 2026: tra YOG e nuovi Mondiali. L’orizzonte della Val di Fiemme non si ferma alle imminenti Olimpiadi e Paralimpiadi. De Godenz ha già tracciato la rotta per il dopo-Giochi: l’obiettivo è riappropriarsi stabilmente delle Coppe del Mondo di salto e combinata nordica, oltre a consolidare la quarta candidatura per un Campionato Mondiale di sci nordico. Nel frattempo, il calendario segna già un altro appuntamento di prestigio nel 2028, quando la valle ospiterà gli YOG, i Giochi Olimpici Giovanili. La “follia” organizzativa della Fiemme continua, pronta a scrivere nuove pagine di storia della neve.

Info point www.fiemmeworldcup.com